Amadeus, F. A. Saponaro

“Questo sì che è un evento.
Tutta intenta a celebrare l’ovvietà del presunto “evento”, la stampa musicale sta perdendo di vista quanto di veramente nuovo, creativo e stimolante avvenga sotto i suoi occhi, spesso in sedi minori come il Teatro Morlacchi di Perugia,..Quanto al regista Henning Brockhaus e ai suoi collaboratori Csaba Antal per le scene e Patrizia Toffolutti per i costumi, la trasposizione dell’azione  in un’indefinita dimensione novecentesca, devitalizzata da qualsiasi riferimento storico in virtú di una scena fissa costruita da anodine impalcature di tubi Innocenti coperte da teloni, valeva a creare un clima di angosciosa provvisorietà , di panico e di vuoto entro cui dilagava impassibile la crudeltà tutta gestuale e immaginifica della vicenda. Spogliato da ogni orpello naturalistico, il finale primo con gli spasmi libidinosi di Scarpia sullo sfondo del “Te Deum”, scopriva così le proprie carte che ne fanno un analogo storico dello stravolto plasticismo di Rodin.
Per tacere della cura capillare posta dal regista nel far muovere e recitare i suoi personaggi: da anni non vedevamo una Floria Tosca così “celebre cantante” come recita la locandina, come momenti indimenticabili di fragilità, fatuità squisita, smarrita disperazione: o uno Scarpia così prigioniero di un’amoralità tutta illusionistica nella sua assolutezza.”
L’ESPRESSO, Giovanni Carli Ballala
19 novembre 1999

“Spoleto porta in scena una “Tosca” a tinte forti firmato da Brockhaus.
…sostenuti tutti dalla regia illuminata di Brockhaus…Spoleto ha messo in scena una Tosca che gioverebbe alla credibilità di molti enti lirici di prima grandezza. Tutto ruota attorno al personaggio di Scarpia, per cui la perfidia è determinante della violenza.Nel dipingere questo elemento per lui centrale, Brockhaus non ha risparmiato le tinte forti: la scena del ‘Te Deum’, dove la processione è in genere occasione di solennità, diventa qui un fiume di esseri invertebrati che in una delirante immaginazione di Scarpia vede strisciare ai propri piedi. La storia è spostata in una non precisata epoca moderna, e in una Roma invisibile sommersa dai cantieri, quasi a enfatizzare l’immagine di questa città verso il Duemila.”
AVVENIRE, Virgilio Celletta
12 ottobre 1999

“…un’edizione di Tosca di particolare qualità…singolare progetto scenico di
Henning Brockhaus…di assoluta originalità, e di forte impatto visivo…memorabile specialmente la scena del ‘Te Deum’, trasfigurata nel delirio di onnipotenza di Scarpia…”

AMADEUS, Francesco A. Saponaro, Dicembre 1999

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